(ANSA) – ROMA, 2 FEB – Da oggi diventare mamme potrebbe essere un percorso realizzabile anche per le donne affette da endometriosi, patologia che solo in Italia colpisce 3 mln di donne (14 mln in Europa e 150 nel mondo) e che annovera l’infertilità come una delle principali conseguenze. Nasce infatti a Roma il primo Centro di Fecondazione al mondo dedicato alle donne con endometriosi. Un passo avanti decisivo, anche in considerazione dei costi attuali che queste pazienti devono affrontare per poter realizzare una gravidanza, che possono raggiungere i 100mila euro.
La struttura, annuncia il presidente della Fondazione Italiana Endometriosi Onlus Pietro Giulio Signorile, “fa parte del Centro Italiano Endometriosi, già attivo a Roma presso il Rome American Hospital, ed ha l’obiettivo di aiutare le tantissime donne affette da endometriosi nella lotta contro l’infertilità, una delle principali conseguenze di questa malattia. La presenza di endometriosi in fase avanzata, infatti, si accompagna spesso alla difficoltà di procreazione e la maternità risulta quasi impossibile con le procedure tradizionali, anche per i costi elevatissimi e per le forti ripercussioni sulla salute femminile”. Tra le tecnologie più innovative adottate dal Centro di Fecondazione per l’Endometriosi, un modernissimo sistema di tracciabilità che impedisce lo scambio di gameti ed embrioni, garantendo la certezza assoluta della paternità e l’utilizzo di speciali incubatori a secco che, attraverso tre sistemi di sterilizzazione dell’atmosfera ed un avanzato sistema di monitoraggio a sensori, eliminano il rischio di “cross contamination” e tutelano in maniera assoluta l’embrione.
L’appello di Signorile è chiaro: “Basta con i centri di fecondazione allestiti nei condomini. E’ ora che si tuteli la salute della donna e degli embrioni e si innalzino i livelli qualitativi dell’assistenza per la fecondazione”. E aggiunge: “I dati in nostro possesso parlano di costi pari a circa 100mila euro per ogni ‘bambino in braccio’ nelle pazienti affette da endometriosi. Cifre da capogiro – conclude Signorile – che precludono il diritto alla maternità a moltissime donne italiane”. (ANSA).