Spot sull’endometriosi realizzato dalla FIE e dal Ministero per le Pari Opportunità

Mercoledì 13 luglio 2011 alle ore 12.00, presso l’Hotel Mediterraneo di Roma (Via Cavour, 15 – Piazza della Repubblica), è stato presentato in anteprima per la stampa lo spot sull’endometriosi realizzato dal Ministero per le Pari Opportunità in collaborazione con la Fondazione Italiana Endometriosi Onlus (FIE), in onda nel mese di luglio sulle reti Rai. Testimonial dello spot è l’attrice Nancy Brilli, particolarmente sensibile verso questa malattia.


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La Campagna di informazione sull’endometriosi rappresenta un ulteriore passo in avanti nella lotta a questa grave patologia che colpisce oltre 3 milioni di donne in Italia, 14 in Europa e 150 nel mondo. Grazie al costante lavoro di Ricerca, informazione e sensibilizzazione svolto negli anni dalla FIE, sono stati raggiunti importanti traguardi quali la scoperta dell’origine embriogenetica e quella del principale fattore scatenante, il Bisfenolo A presente in molti oggetti di plastica di uso comune. Nel febbraio scorso, inoltre, è stato reso noto lo studio firmato dal Prof. Signorile che mette in luce per la prima volta la stretta connessione tra endometriosi, infertilità, menopausa precoce ed inquinamento.

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emanuele

Campagna Istituzionale Informativa sull’Endometriosi 2011

E’ iniziata sulle reti Rai e sul web la Campagna Istituzionale Informativa sull’Endometriosi, con lo spot realizzato dal Ministero per le Pari Opportunità in collaborazione con la Fondazione Italiana Endometriosi Onlus (FIE). Testimonial dello spot, presentato il 13 luglio 2011 all’Hotel Mediterraneo di Roma, è l’attrice Nancy Brilli, particolarmente sensibile verso questa malattia pressoché sconosciuta.

Il problema – sottolinea il Ministro Mara Carfagnaè stato troppo a lungo sottovalutato: in Italia sono tre milioni le donne che soffrono di endometriosi, il 30 per cento delle italiane in età fertile. Con questo spot realizzato dal Ministero per le Pari Opportunità vogliamo andare oltre, aiutando le donne a conoscere la malattia e a ritrovare fiducia”.

La Campagna Rai è frutto di un costante lavoro avviato nel 2009 con la firma del primo Protocollo d’Intesa sull’Endometriosi e con l’istituzione di un Tavolo Tecnico presso il Ministero per le Pari Opportunita’. Il Protocollo, siglato dal Ministro Mara Carfagna, dal Presidente della Fondazione Italiana Endometriosi Onlus, Prof. Pietro Giulio Signorile, dal Presidente dell’INAIL Marco Fabio Sartori e dal Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, costituisce il primo atto concreto per la tutela di milioni di donne italiane affette dalla patologia, con l’obiettivo di combattere ogni forma di discriminazione sociale e professionale. Alla Campagna Istituzionale Informativa sull’Endometriosisi si affianca l’incessante attività di Ricerca Scientifica per la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura, oltre ad un pacchetto di misure predisposte dagli Enti coinvolti a sostegno delle pazienti affette dalla malattia.

La Campagna di informazione sull’Endometriosi – afferma il Prof. Pietro Giulio Signorile – rappresenta un ulteriore passo in avanti nella lotta a questa grave patologia che colpisce centinaia di milioni di donne in tutto il mondo. La malattia è malattia di genere ed è un fenomeno sociale che coinvolge tutti gli aspetti della vita di donna, per questo tale iniziativa diventa un fattore di civiltà. Grazie al costante lavoro di Ricerca, informazione e sensibilizzazione svolto dalla nostra Fondazione, sono stati raggiunti importanti traguardi quali la scoperta dell’origine embriogenetica e quella dei principali fattori scatenanti, gli interferenti endocrini quali il Bisfenolo A presente in molti oggetti di plastica di uso comune”. Nel febbraio scorso, inoltre, è stato reso noto lo studio firmato dal Prof. Signorile che mette in luce per la prima volta la stretta connessione tra endometriosi, infertilità, menopausa precoce ed inquinamento. Il lavoro è stato classificato tra i migliori studi di medicina al mondo dal prestigioso istituto inglese “Faculty of 1000 Medicine (costituito dai 2.400 scienziati più eminenti nei propri settori di competenza) che, per il terzo anno consecutivo, ha premiato i lavori di Ricerca svolti dalla Fondazione.

“Alle donne dico di avere coraggiodichiara Nancy Brilli, testimonial dello spot e vittima lei stessa della malattia. “Troppo spesso la prima cosa che viene detta alle donne affette da endometriosi è che non potranno avere figli. Forse è probabile, ma non sicuro, non è una condanna senza appello. La cosa più importante è mantenere la malattia sotto controllo. Non bisogna sottovalutare i sintomi: a volte, basta una semplice analisi del sangue e con le cure del caso le ovaie possono essere salvate. L’endometriosi si può combattere, l’importante è non aspettare”.

L’idea dello spot – spiega il regista Serafino Murri – è raccontare le pene fisiche, psicologiche ed esistenziali che patiscono le donne affette da questo male, in una luce di speranza, attraverso lo sguardo di due generazioni: una madre che ne ha sofferto, e sua figlia adolescente che, con lo sguardo pieno di empatia, suggestione e fantasia della sua età, leggendo il diario della madre da giovane ne ripercorre la storia, dapprima attraverso le peggiori difficoltà causate dall’endometriosi direttamente e indirettamente, poi in quella cruciale liberazione che è costituita dalla propria nascita”.

Lo spot, della durata di 45’’, visibile sul sito www.pariopportunita.gov.it e su quello della Fondazione Italiana Endometriosi www.endometriosi.it a partire dal 17 luglio, è stato realizzato dalla Limbo Film per la regia di Serafino Murri. Il soggetto è di Stefano Diana. La fotografia è di Mario Amura. Firmano la sceneggiatura, Serafino Murri e Stefano Diana.

Per donazioni alla Fondazione Italiana Endometriosi Onlus

Attraverso il 5xMille: C.F. 97458390586 (Riquadro Ricerca Scientifica)

Con Bonifico Bancario intestato a: Fondazione Italiana Endometriosi

IBAN: IT 53 P 02008 05272 000400573386

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emanuele

L’inquinamento ambientale tra le cause scatenanti dell’endometriosi

LANCIATO L’ALLARME DALLA FONDAZIONE ITALIANA ENDOMETRIOSI

ECCO I RISCHI DELLA MALATTIA “SILENZIOSA” CHE COLPISCE 3 MILIONI DI DONNE IN ITALIA, 14 IN EUROPA E 150 NEL MONDO. DIFFICILE LA DIAGNOSI: I SINTOMI, INFATTI, SONO SPESSO SCAMBIATI DAI MEDICI PER COMUNI “DOLORI” MESTRUALI. LA MALATTIA, DEFINITA ANCHE “ALLONTANA MARITI”, PORTA FREQUENTEMENTE ALLA SEPARAZIONE. E, IN ALCUNI CASI, AL LICENZIAMENTO. TRA LA PRINCIPALI CAUSE SCATENANTI, L’INQUINAMENTO AMBIENTALE.

ENDOMETRIOSI: I CASI

Maria Nicoletta ha 31 anni. E’ stata costretta a licenziarsi perché l’endometriosi, non ancora riconosciuta come malattia sociale, l’ha portata a frequenti assenze dal posto di lavoro per le conseguenze chirurgiche e psicologiche di questa patologia. Affetta da endometriosi grave fin dal 2001, la malattia le viene diagnosticata con certezza – e dopo innumerevoli consulti – soltanto nel 2006. In menopausa per sei mesi e con continui dolori, approda presso una struttura convenzionata dove viene operata nel settembre del 2006, con il posizionamento di uno stent ureterale e la rimozione di parte della malattia, che le ha invaso l’intestino. Una complicanza post-operatoria provoca una perforazione intestinale con peritonite grave. Trasferita presso un ospedale romano, viene operata d’urgenza con resezione del colon e posizionamento di sacchetto per le feci. Dopo soli 10 giorni deve essere operata di nuovo per il sopraggiungere di una grave infezione che la porta in rianimazione. Malgrado 9 mesi con il sacchetto per le feci, continua a sanguinare pus dal retto e deve tornare in ospedale per la ricanalizzazione. Intervento che risulta non realizzabile e che la costringe a tenere il sacchetto. Maria Nicoletta cade in una forte depressione e, poiché l’endometriosi non è ancora riconosciuta come malattia sociale, nell’impossibilità di lavorare è costretta a licenziarsi. Dopo varie esperienze drammatiche giunge al Centro Italiano Endometriosi diretto dal Prof. Pietro Giulio Signorile, dove con un intervento chirurgico viene finalmente risolto il suo problema medico ma non quello depressivo. Esaminata dalla Commissione medico legale della ASL, Maria Nicoletta si vede assegnare la pensione di invalidità secondo la legge 104 e un piccolissimo assegno con il quale le sarà impossibile mantenersi.

Erika Casavecchi è una studentessa di Grosseto. Ha 18 anni e fin dal primo ciclo mestruale soffre di fortissimi dolori pelvici. Dopo innumerevoli consulenze mediche, scopre di essere malata di Endometriosi e, a soli 14 anni, subisce il suo primo intervento chirurgico che si rivela, però, inefficace. Già dalla pubertà la patologia le  impedisce di frequentare costantemente le lezioni scolastiche e, di conseguenza, il suo rendimento è sotto la media. Lo staff medico e quello scolastico sottovalutano i sintomi da lei denunciati e le consigliano addirittura un supporto psicologico. Nel novembre del 2007, Erika si rivolge al Centro Italiano Endometriosi diretto dal Prof. Pietro Giulio Signorile e, dopo un intervento pienamente riuscito,  riprende gli studi con ottimi risultati.

Stefania D’Eramo è un avvocato di Latina. Ha 32 anni e il suo desiderio più grande è quello di avere un bambino. Tutti i tentativi per coronare questo sogno sembrano vani. Dopo molte analisi e cure mediche inefficienti, nel 2004 si sottopone al primo intervento chirurgico.

emanuele