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Endometriosi e microbiota intestinale

Chi di voi ha l’endometriosi e quanto è stato difficile ottenere la diagnosi? E allo stesso tempo ha problemi intestinali? L’endometriosi è una malattia ginecologica frequente con una causa complessa e multifattoriale. È caratterizzato dalla proliferazione ciclica guidata dagli estrogeni e dal sanguinamento di lesioni endometriosiche (cioè ghiandole endometriali ectopiche e stroma) all’esterno dell’utero.

Queste lesioni inducono un’attivazione cronica del sistema immunitario innato all’interno della cavità peritoneale che è associata al rilascio di varie citochine infiammatorie e fattori di crescita angiogenici nel liquido peritoneale.

Endometriosi e microbiota intestinale

Questo stimola l’angiogenesi e l’ulteriore diffusione delle lesioni e innesca il dolore tipico sintomatico della malattia. Inoltre, le cellule staminali e progenitrici circolanti vengono reclutate nel tessuto endometriale ectopico e contribuiscono alla sua crescita e vascolarizzazione.

Microbiota intestinale: cosa dicono gli studi

Negli ultimi anni, un numero crescente di studi ha indicato che il microbiota intestinale non è solo essenziale per una fisiologica funzione gastrointestinale, ma agisce come un regolatore centrale di una varietà di condizioni infiammatorie e proliferative. Inoltre, la flora intestinale influisce sul metabolismo degli estrogeni e sull’omeostasi delle cellule staminali.

Sulla base di questi risultati, ipotizziamo che il microbiota intestinale possa essere coinvolto in modo cruciale nella progressione dell’endometriosi. In futuro, questa nuova visione della patogenesi dell’endometriosi può essere verificata mediante mediante indagini sul microbiota di pazienti con endometriosi (analisi del microbiota fecale). Ciò potrebbe aprire la porta a approcci preventivi, diagnostici e terapeutici completamente nuovi per l’endometriosi.

Endometriosi e microbiota intestinale battteri

L’endometriosi sembra essere associata a livelli elevati di Proteobacteria, Enterobacteriaceae, Streptococcus e E. coli in vari siti del microbioma. In alcuni studi è anche stata osservata una carenza di lattobacilli. L’ipotesi di contaminazione batterica suggerisce che i patogeni microbici attivano la risposta immunitaria legandosi con i recettori Toll-like.

Il lipopolisaccaride (LPS) è una endotossina batterica e marker di infiammazione che si trova nel parete cellulare dei batteri Gram-negativi e che è stato dimostrato promuovere l‘insorgenza e la progressione delle lesioni dell’endometriosi tramite il legame con il recettore Toll-like 4.Otto studi hanno rilevato taxa appartenenti al phylum Proteobacteria che erano significativamente aumentate nelle coorti di endometriosi.

È interessante notare che questo phylum è caratterizzato da colorazione Gram-negativa e quindi LPS. Non è chiaro se la contaminazione batterica avvenga per via diretta migrazione dalla vagina alla cavità uterina.

Effettuare test per microbiota intestinale

L’endometriosi è una condizione determinata da una dominanza di estrogeni. All’interno del microbioma intestinale esiste l’estroboloma, che incapsula geni microbici enterici i cui prodotti hanno la capacità di metabolizzare gli estrogeni nell’intestino.

La secrezione di b-glucuronidasi e b-glucosidasi da batteri enterici promuove la deconiugazione degli estrogeni, che può quindi aumentare il riassorbimento degli estrogeni liberi, con conseguente aumento di livelli circolanti di estrogeni.

I generi batterici in grado di codificare per la b-glucuronidasi, includono Bacteroides, Bifidobacterium, Escherichia e Lactobacillus. In particolare, sono stati segnalati livelli del genere Escherichia significativamente più alti nelle feci dei pazienti con endometriosi, rispetto ai controlli in uno studio.

Si ritiene quindi che un intestino con un microbiota disbiotico promuove la deconiugazione degli estrogeni con conseguente aumento dei livelli circolanti che può contribuire ad un ambiente iperestrogenico che favorisce la progressione di endometriosi

Vista la disponibilità di moderne analisi sul microbiota tramite tecniche di sequenziamento, si potrebbe suggerire a chi soffre di endometriosi o chi ne sospetta la presenza, di effettuare un test del microbiota fecale e di monitorarne l’evoluzione nel tempo. Potrebbe essere utile abbinare questo esame ad altri esami del sangue o sulle feci per monitorare l’espressione di specifici biomarcatori infiammatori.

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Consigli e indicazioni per vivere in modo sano l'endometriosi.

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