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Nel 10% dei casi, l’endometriosi appare associata ad adenomiosi. In effetti, il loro rapporto è tale che, spesso nel campo della ginecologia e della medicina riproduttiva, l’adenomiosi viene anche chiamata endometriosi interna.

Infatti, è un’anomalia nell’area di giunzione tra l’endometrio (mucosa che riveste l’utero) e il miometrio (muscolo della parete uterina) che consentirà alle cellule endometriali di infiltrarsi nel miometrio. Questi focolai di cellule endometriche provoca una reazione infiammatoria cronica caratterizzata da ispessimento della parete uterina che può essere localizzato e nodulare (adenomioma) oppure interessare ampie aree della parete uterina, dando luogo all’adenomiosi diffusa.

Tra le possibili cause di adenomiosi, si segnalano:

  • Invasione diretta delle cellule endometriali del muscolo che forma la parete uterina. In questo caso, l’adenomiosi si verifica in presenza di una precedente incisione uterina (tagli cesarei, curettage, isteroscopie, ecc) che facilita la crescita e l’invasione delle cellule endometriali.
  • Alterazioni nello sviluppo del sistema riproduttivo delle donne. Alcuni esperti sottolineano la possibilità che questo tessuto endometriale miometriale sia alloggiato nel muscolo uterino sin dalla formazione del feto e che, nel tempo, si sviluppi in tumori.
  • Infiammazione uterina associata al parto. In alcuni casi, durante il travaglio si verifica una rottura del limite normale delle cellule che rivestono l’utero. Questa rottura rende più facile per le cellule endometriali raggiungere il miometrio.

Si pensa che l’adenomiosi colpisca dall’11 al 13% della popolazione femminile. Nel 25% dei casi, le donne colpite hanno tra i 36 ei 40 anni. Inoltre, adenomiosi ed endometriosi sono associate nel 10 % dei casi circa.

L’adenomiosi è più comune nelle donne che hanno avuto diversi figli o che hanno un endometrio molto sviluppato (questo è chiamato iperplasia endometriale). Non è ancora noto se interventi chirurgici o tagli cesarei possano portare ad adenomiosi. D’altra parte, nelle interviste alle pazienti con adenomiosi, troviamo donne che hanno avuto complicanze durante le gravidanze e con anomalie nella placenta.

Le donne devono sapere che l’adenomiosi può essere causa di dismenorrea (mestruazione dolorosa) e di aumento della quantità del flusso mestruale e che, in assenza di evidenti cause organiche di tali sintomi, potrebbe essere presente una forma moderata di adenomiosi che solo ecografisti esperti possono affidabilmente diagnosticare. Inoltre, la durata media del ciclo superiore ai 7 giorni è presente nel 50% dei casi di adenomiosi, accendendo un ulteriore campanello di allarme. Rimane da tenere a mente che 2 volte su 3 l’adenomiosi non presenta alcun sintomo.

Come già accennato la diagnostica rimane un challenge importante, nonostante i progressi delle apparecchiature di imaging e una conoscenza più strutturata da parte dei clinici. In generale, l’uso dell’ecografia endovaginale mostrerà se l’utero è aumentato di dimensioni, con pareti asimmetriche, un miometrio infiammato e ispessito (lo strato muscolare interno dell’utero). L’utero non ha più la sua forma triangolare originale.Come test di seconda linea, la risonanza magnetica sarà cruciale, soprattutto se si ipotizza che vi sia endometriosi associata.

L’adenomiosi si trova abbastanza spesso nelle donne sterili. Se grave, questa anomalia endometriale causerebbe una reazione infiammatoria che potrebbe impedire l’impianto dell’embrione. Il rischio di aborto spontaneo nelle donne con adenomiosi sarebbe moltiplicato per due.

A linea generale l’adenomiosi si tratta con analoghi del GnRH, con l’aggiunta di add back therapy: questo trattamento agisce riducendo l’ispessimento della zona di giunzione, il volume uterino e i sintomi associati (dismenorrea, menorragia). La terapia aggiuntiva consiste nel reintrodurre un po’ di estrogeni: abbastanza per superare gli effetti collaterali generati dall’analogo del Gn RH ma non abbastanza per agire sulle cellule (ormone dipendente dagli estrogeni). La terapia aggiuntiva è un vero conforto durante le cure artificiali della menopausa. Altri trattamenti sono attualmente utilizzati, anche se alcuni prevedono l’isterectomia.

 

1) Struble et al. Adenomyosis: A Clinical Review of a Challenging Gynecologic Condition, JMIG, 2019

2) Farquhar C, Brosens I. Medical and surgical management of adeno- myosis. Best Pract Res Clin Obstet Gynaecol. 2006

3) Hurada T, et al. The Impact of Adenomyosis on Women’s Fertility. Obstet Gynecol Surv. 2016

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