Diagnosi

Partiamo dalle basi…

Una delle domande che più spesse ci vengono poste è

“Come faccio a sapere se soffro di endometriosi?”.

Ricevere una diagnosi di endometriosi molte volte risulta più problematico del previsto. Si stima infatti che di media ci vogliono tra i sette e gli otto anni.

Prima di vedere i 5 step per diagnosticare l’endometriosi ti informiamo che qualche anno fa abbiamo creato un veloce test online che non svolge assolutamente la funzione di diagnosi ma che può far accendere i primi campanelli d’allarme e capire se sia il caso di recarsi da un professionista o un centro specializzato.

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Per riuscire a diagnosticare l’endometriosi sono necessari vari esami e può capitare se non ci reca presso un centro specializzato i sintomi vengono confusi con altri disturbi con sintomi analoghi.

Di seguito cercheremo di riassumere il protocollo di diagnosi dell’endometriosi. Naturalmente ogni centro potrebbe avere un approccio diverso. Di seguito alcuni step che potrebbero chiarirti le idee su cosa aspettarti:

I 5 step per diagnosticare l’endometriosi

  1. Primo appuntamento con medico: parla di tutti i tuoi sintomi con il ginecologo. Spesso viene sottoposto un veloce questionario iniziale per andare a comprendere la situazione attuale della paziente. Per arrivare alla prima visita preparate iniziate dalla settimana precedente a riportare i dolori e la loro localizzazione. Potrebbe per questo esserti utile scaricare una mappa del dolore (qui puoi trovare una mappa del dolore scaricabile), semplice e veloce da compilare. creare una guida che possa aiutarvi a spiegare il vostro dolore.
  2. Visite ginecologiche (vaginale e rettale) per valutare se ci sia presenza di endometriosi nella parte bassa delle pelvi.
  3. Risonanza magnetica ed esami del sangue: in base ai risultati delle visite il medico ti potrà prescrivere risonanza magnetica specifica o delle analisi del sangue. Non preoccupatevi, sarà il vostro ginecologo ad indicarti esattamente cosa devi fare.
  4. Valutazione e diagnosi: completati gli esami prescritti verrà fissata una nuova visita dove il medico ginecologo prenderà visione dei risultati e sarà in grado di fornire alla paziente una diagnosi.
  5. Definizione trattamento: al termine della seconda visita il medico, qualora avesse individuato la presenza di endometriosi, fornirà alla paziente il piano terapeutico da seguire o in casi specifici comunicherà l’intervento da dover fare.

Come contattarci: puoi contattarci tutti i giorni dal lunedi al venerdi dalle ore 10.00 alle ore 18.00 ai nostri numeri dove ti verranno date tutte le informazioni in merito ai servizi ed anche informazioni sulla malattia oltre a poter prenotare le consulenze.

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Esami Diagnostici:

In seguito troverai una lista di esami diagnostici solitamente prescritti per la valutazione della malattia. Tutti gli esami elencati sono effettuabili in sede grazie a moderne tecnologie, una metodologia sicura e uno staff specializzato:

 

La visita bimanuale:

È di fondamentale importanza la visita ginecologica bimanuale e l’esplorazione rettale per poter valutare la possibile presenza della malattia endometriosica bassa profonda che determina retrazioni fibrotiche dei tessuti perivaginali e pericervicali ed a volte la formazione di veri e propri noduli solidi nella pelvi bassa.

Tali manifestazioni di malattia non assumendo di norma una connotazione di tipo cistico o vacuolare non sono visibili con la diagnostica per immagini e quindi sfuggono alle indagini radiologiche (Ecotomografia trans vaginale e Risonanza Magnetica Nucleare). Le lesioni profonde sono molto frequenti nei pazienti affetti da endometriosi.

 

ESAMI DI LABORATORIO

La malattia a volte può determinare l’aumento di alcuni antigeni sierici (Ca 125 , Ca 19.9 ecc.) che possono risultare positivi agli esami ematici di laboratorio. La loro positività non è costante e non si presenta in tutti i pazienti, qualora vi siano i marcatori positivi è certa la presenza di malattia endometriosica, al contrario i marcatori negativi non danno la certezza che non vi possa essere la malattia in quanto circa il 50% dei pazienti affetti dalla endometriosi risultano negativi ai marcatori sierici. Tali marcatori devono sempre essere parte del protocollo diagnostico per la malattia.

 

IMAGING DELL’ENDOMETRIOSI

Tessuto endometriale che risponde agli stimoli ormonali situato in sede eterotopica.
L’ecografia transvaginale/transrettale ha un’elevata accuratezza nella diagnosi di malattia, ma il loro ruolo nella stadiazione della malattia rimane incerto
Alcuni autori hanno validato l’uso della Risonanza Magnetica (RM) nella valutazione degli impianti millimetrici di malattia a livello del peritoneo grazie all’uso delle sequenze con soppressione del segnale del tessuto adiposo

 

ECOGRAFIA TRANSVAGINALE

– Background: In mani esperte l’ETV presenta un’elevata accuratezza diagnostica ma è pur sempre una indagine di primo livello.
– Preparazione del paziente: Non richiesta la preparazione intestinale.
– Technical issues: Sonda transvaginale (trasduttori a banda larga 5-9 MHZ), ricostruzioni 3D.

DIAGNOSI ENDOMETRIOSI PROFONDA

Per endometriosi profonda si intende la localizzazione di malattia endometriosica nel contesto del retroperitoneo e del connettivo pelvico o nelle pareti degli organi pelvici. Nell’endometriosi a livello del peritoneo degli organi pelvici la patologia può infiltrare profondamente le pareti degli organi, introducendosi anche in profondità e determinando danni diretti o indiretti negli organi.

L’endometriosi profonda differisce istologicamente dalla malattia a localizzazione superficiale o intermedia. L’istologia è caratterizzata da un’iperplasia fibromuscolare e da una reazione fibrosa , vascolare e soprattutto nervosa con successiva formazione dei noduli.

L’invasione della vescica definisce “l’endometriosi anteriore”. L’ “endometriosi posteriore” include una serie di differenti sedi anatomiche, quali legamenti utero-sacrali, ureteri, retto e vagina.
Il grado di invasione parietale, ma soprattutto la sede dell’endometriosi profonda determina il grado di dolore.
La chirurgia rimane il trattamento di scelta. Al fine di garantire una exeresi completa della malattia, un accurato e preciso work-up preoperatorio è fondamentale ai fini di una corretta stadiazione dell’endometriosi.

 

RISONANZA MAGNETICA

– Background: La RM presenta una elevata accuratezza diagnostica nel definire il grado di estensione dell’endometriosi profonda (Bazot M. et al Radiology 2004).
– Preparazione paziente: Ipotonizzanti E.V. (Buscopan), Distensione fluida del Retto-Sigma (non sempre), vescica discretamente distesa.
– Parametri tecnici: Magneti ad alto campo, Bobine phased-array, sequenza TSE T2 HR (3 mm), T1 FLAH e T1 SE FS, mezzo di contrasto in casi selezionati.

Gli endometriomi appaiono iperintensi nelle sequenze T1-pesate e sfumatamente ipointensi o iperintensi nelle sequenze T2.
Il sanguinamento cronico ed il conseguente accumulo di ferro e di materiale proteinaceo negli endometriomi da luogo al fenomeno dello “ shading”.
La tecnica di soppressione del grasso permette una differenziazione tra cisti a contennuto ematico o adiposo (rispettivamente endometriomi o cisti dermoidi) ed aumenta inoltre la diagnosi dei piccoli impianti.
L’uso del mezzo di contrasto è indicato per la caratterizzazione dei noduli di parete, per valutare il grado di reazione infiammatoria, per lo studio delle vie urinarie quando non sono dilatate.

 

DIAGNOSI RADIOLOGICA

Nodulo fibrotico (13 mm) con spots emorragici a livello del setto retto-vaginale ed estensione a livello del fornice e superiormente a livello del Douglas. T2 e TSE assiali e sagittali: massa disomogeneamente ipointensa dello spazione retrouterino con ispessimento asimmetrico della parete anteriore del retto attratto anteriorermente verso il toro uterino.

La T1 con soppressione del grasso evidenzia gli spots emorragici nel contesto della lesione.

 

CRITERI DIAGNOSTICI

Vagina: Ispessimento dei fornici o presenza di aree cistiche.
Setto retto-vaginale: nodulo retro peritoneale al di sotto di un piano passante per il margine inferiore della cervice.
Il coinvolgimento degli ureteri è compreso tra 0,01% e 1%
Il coinvolgimento degli ureteri è compreso tra 0,01% e 1%
TSE Te: Endometriosi del setto (a, b), con obliterazione del Douglas e coinvolgimento degli ureteri dilatati (frecce in c,d)

 

Perché la risonanza magnetica?

• Completamento alla preliminare visita ginecologica;
• Nella valutazione preoperatoria dell’endometriosi per una valutazione della pelvi anteriore e posteriore;
• Planning chirurgico;
• Valutazione delle aderenze;
• Valutazione dell’eventuale idroureteronefrosi;
• Utilizzo del mdc nel sospetto di degenerazione della malattia endometriosica;
• Esperienza dell’operatore;
• Tecnologia adeguata.

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