fbpx
skip to Main Content

Le più recenti scoperte scientifiche hanno dimostrato come la dieta e, a più larga visione, lo stile di vita influiscono sulla regolazione degli estrogeni e di conseguenza sul ciclo mestruale. Alcuni studi correlano endometriosi e dismenorrea, (presenza di acuti dolori uterini durante ciclo mestruale) soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove l’incidenza della dismenorrea varia dal 45% al 90% e la quale si rileva più frequentemente nelle donne che soffrono di endometriosi.

Una delle casualità della dismenorrea è la presenza nella circolazione di alti livelli di omega-6, derivanti dalla dieta, sono precursori dei mediatori della risposta infiammatoria: le prostaglandine. La famiglia delle prostaglandine, però, comprende anche molecole anti-infiammatorie (PGE3 e la PGE3a), prodotte principalmente da acidi grassi omega-3, i quali sono correlati con una riduzione dei livelli di infiammazione e quindi una diminuzione del dolore pelvico.

Pubblicazioni scientifiche dimostrano gli effetti benefici degli omega-3 sulle lesioni endometriosiche in modelli animali, e la diminuzione del rischio di endometriosi tra quelle donne con un’elevata assunzione di omega-3.

Infatti, la possibilità dell’integrazione alimentare di omega-3 per il trattamento dell’endometriosi è stata valutata sin dall’inizio di questo secolo, con una predilezione per quegli alimenti ricchi di omega-3 rispetto a quelli ricchi di omega-6. Il rapporto ideale tra omega 6 e omega 3 nella nostra dieta è di 4:1 tuttavia nella maggioranza della popolazione tale rapporto è di 13:1, segno di un’alimentazione troppo sbilanciata verso gli omega-6.Per ovviare a questo problema, a fare supporto alla nostra dieta, si ricorda che l’integrazione alimentare non è sicuramente scoraggiata, ed il mercato relativo è pieno di tante formulazioni sicure e appropriate per lo scopo, di qualità e certificate.

Senza ogni dubbio la fonte di omega-3 più ricca in natura è il pesce pescato. Infatti, il primo gradino della catena alimentare marina è rappresentato dalle alghe e dal plancton. Proprio da queste alghe e dal grasso del pesce vengono estratti gli oli e le varie frazioni degli acidi grassi da cui si ricavano gli omega-3. Aringhe, sardine, sgombro, salmone, tonno, cefalo, ma anche trota, carpa sono ricchi di omega-3.

Un altro alleato per un aumentato intake di omega-3 è la frutta secca, come le noci, i semi di lino e olio di soia.

Cerchiamo di ridurre in contemporanea tutti quegli alimenti che innescherebbero invece le prostaglandine pro-infiammatorie, come ad esempio i prodotti da forno e quelli preconfezionati.

Inoltre, anche la qualità delle proteine che scegliamo di portare in tavola deve essere controllata, escludendo quelle fonti derivanti da allevamenti intensivi, che hanno un elevato contenuto di omega-6, ma prediligiamo quelle carni o latticini provenienti da allevamento da pascolo, poiché numerosi studi hanno confermato una maggiore presenza di omega-3.

 

Dunque, la dieta è sicuramente un fattore importante di rischio modificabile contro l’endometriosi, e il rapporto tra omega-3 e omega-6 a favore dei primi è preferibile e più che gestibile!

1) Kim TH et al. J Obstet Gynaecol. 2013.

2) Signorile PG et al. J Cell Physiol. 2017.

3) Halpern G, Rev Assoc .Med .Bras. 2015.

 

Fondazione Italiana Endometriosi: Gli effetti benefici degli omega-3

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Iscriviti alla newsletter

Consigli e indicazioni per vivere in modo sano l'endometriosi.

Back To Top
Cerca