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Vi capiterà, se leggete spesso di endometriosi su vari blog e siti, di trovarla definita come una malattia estrogeno-dipendente. Ma questo epiteto cosa significa? E soprattutto, cosa implica?

Come ben sappiamo le cellule che normalmente rivestono l’endometrio rispondono ai fisiologici cambiamenti ormonali che contraddistinguono lo scandire dei cicli mestruali di ogni mese. Gli ormoni protagonisti di questo evento mensile che ci accompagna dalla pubertà sono principalmente Estrogeni e Progesterone. Naturalmente queste molecole sono strettamente regolate, ma quando succede una particolare squilibrio dovuto da qualche errore nella regolazione, si può avere un aumento di estrogeni, i quali andranno ad agire sulle cellule bersaglio come, ad esempio, quelle dell’endometrio e ne attiveranno la proliferazione.

Non è un caso che l’endometriosi si manifesti principalmente nell’età riproduttiva, dai 15 ai 49 anni, dove un estrogeno in particolare è più presente di altri ed esercita la sua potente attività sul tessuto endometriale sia normale che quello fuori posto, tipico dell’endometriosi. Il suo nome è estradiolo. In particolare, possiamo considerarlo l’estrogeno preferito dalle cellule dell’endometriosi, che infatti non gradiscono altri due estrogeni che potremmo produrre principalmente durante la gravidanza (estriolo) o la menopausa (estrone). Anche qui, in questi due ultimi eventi che una donna nella sua vita potrà sperimentare, non è un caso che l’endometriosi si arresti o regredisca, poiché non riceve più il suo target preferito, l’estradiolo. Inoltre, le cellule endometriche sono riuscite a modificarsi ed adattarsi a loro favore in modo da poter anche autoprodursi l’estrogeno di cui hanno bisogno, causando così un loop che le rende fuori controllo, crescendo molto più velocemente del normale.

Federazione Italiana Endometriosi: gli estrogeni

Ma perché possiamo avere troppo estrogeno in circolo? Le cause possono essere molteplici, principalmente basate sulla cronicità di un grave scompenso ormonale, in cui il progesterone non è sufficiente per annientare l’effetto del troppo estrogeno già in circolo oppure non ne produciamo abbastanza. Inoltre, è possibile che senza troppo rendercene conto, assumiamo estrogeno dall’esterno, mediante una dieta non idonea, o l’esposizione alle così dette sostanze inquinanti, oppure più semplicemente siamo sottoposte ad una terapia ormonale. Un’altra causa può essere l’essere in sovrappeso.

Un’altra conseguenza dell’over-produzione di estrogeni sarà anche un’aumentata infiammazione. Il turbinio di cellule in proliferazione e l’aumentata infiammazione porteranno quindi alla formazione atopica (ovvero al di fuori della zona dove dovrebbero essere le cellule dell’endometrio) rispetto alla cavità uterina, delle isole endometriche.

Federazione Italiana Endometriosi: perché troppo estrogeno

Altro fatto degno di nota è che le cellule anormali endometriotiche esprimono a livelli altrettanto anormali un enzima che trasforma gli ormoni sessuali maschili (androgeni) in estrogeni. Questo convertitore si chiama aromatasi e tramite la sua attività intensa fa crescere l’endometriosi. L’aromatasi si esprime inoltre e soprattutto nel tessuto adiposo, quindi ancora una volta, è importante non superare l peso forma!

In conclusione, l’elevata produzione di estrogeni è una caratteristica costantemente osservata dell’endometriosi e questa si è evidenziato come gli estrogeni svolgano un ruolo chiave nella fisiopatologia dell’endometriosi. Mirare alla produzione locale di estradiolo potrebbe essere una potenziale strategia terapeutica per bloccare lo sviluppo della malattia endometriale. Nel frattempo, seguire uno stile di vita sano può contribuire a non buttare benzina sulla patologia.

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Consigli e indicazioni per vivere in modo sano l'endometriosi.

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