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Siamo nel 400 AC e il padre della medicina, Ippocrate, aveva già capito lo strabiliante collegamento tra alimentazione e salute: “che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” andava recitando nella sua isola greca di Kos.

E oggi ancora, nel XXI secolo, la comunità scientifica non ha nessun dubbio: molte patologie croniche sono correlate a fattori di rischio modificabili e legate alla cultura, come la dieta.

L’endometriosi viene considerata come una condizione infiammatoria cronica sensibilmente influenzata dalle scelte nutrizionali di chi ne soffre.

I dati di uno studio pubblicato nel 2018, hanno dimostrato che molti fattori anti-infiammatori presenti negli alimenti sono capaci di migliorare e attenuare i sintomi dell’endometriosi, come i dolori pelvici, esaltando il legame tra l’endometriosi e l’alimentazione.

Quindi è possibile correre ai ripari? La risposta è sì! Innanzi tutto, è importante seguire una dieta normo-calorica, che aiuti da un lato ad eliminare massa grassa in eccesso e dall’altro a introdurre nutrienti anti-infiammatori che aiutino a ridurre dolore e infiammazione. Cerchiamo di alimentare il nostro benessere seguendo un regime anti-infiammatorio: fibre in abbondanza, bilanciare l’apporto di omega-3 e omega-6, favorendo i primi contenuti nel pesce pescato e diminuendo gli ultimi pro-infiammatori, abbondanti negli oli di girasole e nei prodotti da forno. Ricordiamoci che ci sono dei cibi che contengono molecole con proprietà anti-infiammatorie come curcuma, zenzero e ancora, verdure crude e tutto ciò che contiene vitamina A, C, E e magnesio.

Endometriosi e infiammazione

Cerchiamo di non trascurare l’apporto di Vitamina D. Approfondiremo nelle prossime settimane il perché scientifico della nostra “spesa ad hoc” per diminuire l’infiammazione.

In una società industriale come la nostra, in cui il cibo pre-confezionato spesso rappresenta una scelta semplice e apparentemente “conveniente”, ci dimentichiamo quanto gli effetti di alcune sostanze, che talvolta possono agire anche in sinergia nel aggravare sintomi e danneggiare la nostra salute.

Allora, cerchiamo di essere più attente e di evitare tutto ciò che contengono: additivi, residui di pesticidi o di farmaci usati nella filiera alimentare, sostanze inquinanti reperibili facilmente a livello ambientale, come piombo o arsenico, che mimano gli effetti di alcuni ormoni secreti dal nostro organismo, sostanze tossiche prodotte in cottura e agenti contaminanti microbici. Inoltre, è stato mostrato come gli ormoni estrogeni, i carburanti delle cellule endometriotiche, siano anche in grado di promuovere il processo infiammatorio, aumentando la produzione di molecole pro-infiammatorie. Limitate quindi cibi che contengono estrogeni, come carni rosse e prodotti latticini, magari tendete ad acquistarne di produzione biologica.

In conclusione, l’endometriosi è correlata a fattori di rischio modificabili, come la dieta, e il fatto che la si possa considerare come una condizione infiammatoria cronica sensibilmente influenzata dalle scelte nutrizionali può essere usato a favore di chi ne soffre. La ricerca ha fatto passi da gigante e studia sempre di più la convergenza tra dieta e questa malattia, per arrivare a sviluppare strategie utili a migliorare la qualità di vita di pazienti con sintomi.

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Consigli e indicazioni per vivere in modo sano l'endometriosi.

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